V de Venezia, V de Vivaldi!

(Versión italiano: con la colaboración especial y desinteresada de Alessandro Di Lorenzo.)

Appena si arriva a Piazzale Roma, ultimo luogo di Venezia dove circola il traffico su ruota e ci si prepara a prendere il mitico vaporetto della linea 1, senti che Venezia non è solo una città, ma è l’occasione per fuggire dal rumore delle metropoli, dallo stress e dalla fretta e, a volte, anche da google maps. Scendere dal vaporetto e sbarcare alla fermata della Ca d’Oro, è l’occasione per addentrarsi in stradine e piazzette, chiamate campi o campielli, a seconda delle loro dimensioni, dove sembra che il tempo si sia fermato.

Appena ci si affaccia sul Canal Grande dal Ponte di Rialto, la ricchezza dell’architettura circostante ci dà un’idea del potere e dello splendore di cui la città dovette godere in passato. La Serenissima Repubblica di Venezia fu una città-stato che, anche se fondata dall’Impero romano d’Oriente, ebbe il suo massimo splendore nel XV secolo, in gran parte grazie al suo dominio nell’arte della navigazione. La supremazia della sua flotta nell’Adriatico e nel Mediterraneo, così come la sua geografia strategica l’hanno resa una super potenza. La flotta veneziana era composta da trecento navi da guerra e da circa tremila navi commerciali che avevano base nell’Arsenale di Venezia, cuore pulsante della Serenissima. Le flotte veneziane mantenevano un attivo commercio con tutto il Mediterraneo e il Medio Oriente ed estendevano le loro attività commerciali fino a luoghi lontani come la Transilvania, la Polonia o la Siria. La capitale della Repubblica era una delle città più ricche del mondo e la seconda città più popolosa dopo Parigi; inoltre, vi si trovavano le prime banche dell’Europa medievale.

La maestosità dei palazzi, lo splendore della Basilica di San Marco, la grandezza del Campanile e l’ingegnosità nella costruzione dei quattrocento cinquanta ponti che collegano le 118 isole, sono testimoni di un brillante passato che iniziò il suo declino nel XVI secolo e la cui organizzazione politica servì da modello nel XVII e XVIII secolo. Fin dall’inizio, Venezia si è sforzata di evitare che il potere si concentrasse in una sola figura, distinguendosi molto in un momento in cui l’assolutismo delle monarchie si espandeva in tutta Europa. Si trattava di un sistema basato sulle libertà e sui diritti dei cittadini, sulla collaborazione tra Doge e Consiglio dei Dieci, che controllavano le élite affinché non monopolizzassero le cariche principali della pubblica amministrazione, evitando la corruzione e gli abusi.

Una società così avanzata per l’epoca si rifletteva a livello artistico su tutta la città, non solo sulle facciate dei principali edifici, ma anche nella decorazione degli interni di chiese e palazzi, nella costruzione di teatri e nel sostegno a enti culturali come orchestre o cori. Di questi ultimi, il più noto fu quello dell’Ospedale della Pietà, perché il suo maestro fu né più né meno che Antonio Vivaldi. Questo orfanotrofio, che nacque come alloggio per i crociati, dopo la loro scomparsa si trasformò in un’organizzazione di carità per orfani e bambine abbandonate. Qui ricevevano una formazione generale e, in alcuni casi, un’accurata formazione musicale per entrare a far parte dell’orchestra e del coro dell’istituzione. Durante gli anni in cui Vivaldi lavorò come maestro di musica, l’orchestra dell’Ospedale della Pietà ottenne fama internazionale e ai suoi concerti partecipavano persone molto in vista della società veneziana. Le musiciste si esibivano sui balconi del primo piano, dietro una grata di metallo che serviva a nasconderle al pubblico: in questo modo, si sentiva solo la musica delle giovani che formavano l’orchestra.

Vivaldi compose per questa orchestra numerose opere, e la loro difficoltà ci dà un’idea del livello tecnico molto elevato dei suoi componenti. Solo per una di loro, Anna Maria de la Pietà, il maestro scrisse circa 25 concerti per violino, più i concerti d’amore per viola.

Vivaldi è noto soprattutto per il suo lavoro su corda, ma fu anche un noto compositore d’opera. La prima dell’Orlando Furioso, una delle sue opere più conosciute, si è svolta a Venezia, al Teatro Sant’Angelo.

Il simbolo di Venezia è un leone alato, ma avrebbe potuto essere anche un’araba Fenice in onore del teatro dell’opera della città, La Fenice, uno dei teatri più importanti e belli del mondo che, come l’uccello mitologico, è rinato dopo due incendi che hanno completamente distrutto la sua sala. Nel 1996 ha avuto luogo il più recente e, grazie ad un restauro durato sette anni, La Fenice oggi continua ad avere un ruolo di prim’ordine e ad ospitare attività musicali come nei suoi tempi migliori.

Oggi Venezia è il risultato della convivenza del suo glorioso passato con i movimenti artistici più innovativi del momento che, grazie alla Biennale di Venezia, rendono più dinamica la vita della città lagunare. Ogni anno, da aprile a novembre, non è solo l’acqua ad inondare i canali della città: l’arte si insinua in ogni angolo riempiendo la città di bellezza e cultura. Come se non ce ne fosse già abbastanza! Così, anche se è impossibile viaggiare nel tempo verso epoche passate (anche se molti lo vorrebbero), Venezia offre la possibilità di entrare in un tunnel temporale e fuggire verso altre vite, altri momenti della storia della grandezza europea.

Antonio Vivaldi (Venecia 1678 – Viena 1741)

Publicado por rosellolmos

Profesora de piano de vocación, amante de la música y apasionada de las artes. Conjugando todo esto con la educación surge un blog con la clara intención pedagógica de difundir la música clásica y con el objetivo de que esta sea incluída por los jóvenes en sus listas de música

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